Sinodo sulla famiglia 2015

2015 speranza famiglie

 

 

“Speranza e gioia per le famiglie”
incontro con Lucetta Scaraffia uditrice al Sinodo dei Vescovi

 

Domenica 22 novembre ore 17.00

Venezia, Antica Scuola dei Laneri (S. Croce 131/A - Fondamenta del Gaffaro, a poca distanza da Piazzale Roma)

 

 

Lucetta Scaraffia (docente di Storia all’Università La Sapienza di Roma, editorialista de “L’Osservatore Romano”; del quotidiano vaticano cura l’inserto femminile mensile “donne chiesa mondo”) ha partecipato in qualità di uditrice ai lavori del Sinodo dei Vescovi appena concluso.

Il Centro di studi teologici “Germano Pattaro” e le parrocchie di Carpenedo, San Pantalon e Tolentini l'hanno invitata a offrire la sua testimonianza sul Sinodo dall'interno dei lavori: una testimonianza resa ancora più interessante dal fatto di essere stata fra le poche donne ammesse nell'aula sinodale.

Il Sinodo ordinario sulla famiglia, accompagnato da qualche scandalo e circondato da attese e timori, ha richiamato una grande attenzione, concentratasi però quasi esclusivamente sui (pochi) punti su cui le posizioni si sono più nitidamente differenziate e quasi ignorando, invece, la complessità e densità delle tematiche che si stavano trattando.
Molte altre cose, oltre alla comunione ai divorziati risposati e alle coppie gay, sono state prese in esame, e non meno importanti: si pensi alla necessità di adeguati itinerari di fede per i fidanzati oppure alla riscoperta del rapporto fra il sacramento del matrimonio e la fede degli sposi, per non parlare dei differenti contesti culturali che richiedono approcci diversamente modulati.
A scorrere il testo della relazione finale si vede che non soltanto si profila per la Chiesa un importante lavoro di rinnovamento della pastorale familiare, ma anche che il matrimonio non è certamente un’istituzione da dare per scontata e, quindi, le comunità cristiane si trovano ad affrontare la “missione” di farne comprendere il valore umano e teologico a donne e uomini di oggi.

Ma se l’imponenza del tema è assai più ampia delle pur delicate e controverse questioni su cui soprattutto i media si sono accaniti, rimane l’impressione che, in questo caso forse più che mai, ci siano due Sinodi, come Benedetto XVI disse a proposito del Concilio: quello “reale”, cioè che si è svolto davvero, e quello “mediatico”, cioè quello di cui i media hanno parlato (e a volte straparlato).

In ogni caso, la crucialità del tema ha messo in secondo piano, a volte perfino fra gli osservatori più equilibrati, l’ecclesialità dell’evento-Sinodo. Senza volere riaprire anche a questo proposito la discussione sull’ermeneutica del Concilio, che distingueva fra i documenti del Concilio e l’evento Concilio, poco è stato colto del fatto che un Sinodo è prima di tutto un evento di Chiesa, un evento in cui la dimensione comunitaria della Chiesa universale si è mostrata concretamente nel lavoro collegiale dei suoi Vescovi.

È stato il Concilio Vaticano II a ripristinare anche nella Chiesa cattolica romana questa forma fondamentale della struttura della Chiesa, a lungo trascurata, per sottolineare la dimensione comunitaria della responsabilità pastorale e del magistero ecclesiastico.

Per questi motivi è stato chiesto a Lucetta Scaraffia di parlarci di ciò che il Sinodo “reale” è stato, di quali temi e come siano stati affrontati e anche di quale immagine la Chiesa ha potuto dare di sé in questa occasione.